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Samantha Cristoforetti

20/06/2025

Samantha Cristoforetti: la bambina col naso all’insù

C’è una giovane ragazza che ha inseguito il suo sogno da bambina ed è finita per fare la storia dell’aviazione: la storia di Samantha Cristoforetti è la storia di tutti i giovani che hanno un sogno nel cassetto.

Un sogno che la piccola ripeteva a tutti con convinzione: “da grande voglio fare l’astronauta."

Questa è la storia di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana negli equipaggi dell'Agenzia Spaziale Europea e la prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale: una bambina col naso all'insù.

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Ma chi è Samantha Cristoforetti?

Samantha Cristoforetti: la vita

Cos’è lo spazio se non il luogo dove vanno a finire tutti gli orizzonti del mondo.

Un luogo a cui tendono le ambizioni dei più piccoli e dove viene scritto il futuro dei più grandi.

Samantha Cristoforetti è un nome inciso nella storia dello spazio europeo.

È la prima donna italiana a volare tra le stelle per l’Agenzia Spaziale Europea e la prima donna europea a diventare comandante della Stazione Spaziale Internazionale. È un’ingegnera, una pilota militare, un’astronauta, una madre. Ma è anche, semplicemente, una persona che ha inseguito un sogno grande senza mai perderlo di vista.

E lo ha fatto un passo alla volta. In silenzio, con costanza. Senza proclami.

Nata a Milano nel 1977, cresciuta nel cuore del Trentino, Samantha è l’esempio vivido di come un sogno da bambina — quello di andare nello spazio — possa trasformarsi in realtà con dedizione, studio, disciplina e una scintilla di coraggio.

Ma prima della divisa, dei razzi e delle dirette dalla ISS, c’è stata un’infanzia. Una casa. Una ragazzina che guardava le stelle. Ed è da lì che inizia la sua storia.

L’infanzia: la bambina che guardava il cielo

Immagina un piccolo paese tra le montagne del Trentino. Le vette innevate, il silenzio della natura, il cielo limpido che si spalanca sopra i boschi.

È qui, a Malè, che Samantha cresce. Non è un’infanzia fatta di eccessi o luci puntate. È un’infanzia piena di letture, di silenzi operosi, di curiosità che non smette mai di bussare.

A scuola è tra le migliori. Ma non è la classica "secchiona": è una spugna, assetata di sapere, attratta dalla scienza quanto dalle lettere, dalle equazioni quanto dalle lingue straniere.

A casa, invece, dicono che passasse le ore a guardare il cielo stellato sopra le Dolomiti, immaginando “casa” oltre le nuvole.

samantha cristoforetti astronauta e aeronautica militare

La nascita di un sogno

Samantha non lo dice ad alta voce, ma nel suo cuore c’è un’idea fissa: volare.

Non nel senso romantico di chi sogna di fuggire. Volare come missione, come studio, come conquista.

Da piccola osserva il cielo notturno con occhi pieni di possibilità. Le stelle, per lei, non sono lontane. Sono solo ancora da raggiungere.

A 17 anni vince un programma di scambio e vola negli Stati Uniti, a Saint Paul, Minnesota. Non è solo un’esperienza scolastica: è il primo decollo della sua visione del mondo. Lì vive in un contesto internazionale, si confronta con culture diverse, e capisce che la strada è una: aprirsi al mondo, e farlo sul serio.

Tornata in Italia, completa il liceo scientifico tra Bolzano e Trento. Ma la provincia comincia a starle stretta. Vuole di più, può fare di più.

E così mette in valigia la voglia di imparare, la fatica, e quel sogno segreto e testardo, e vola verso la Germania.

A Monaco di Baviera si iscrive a ingegneria meccanica, specializzandosi in propulsione aerospaziale. Per molti, un incubo. Per lei, una sfida entusiasmante. Trascorre mesi in Francia, poi dieci mesi a Mosca per una tesi sui propellenti solidi per razzi.

Si immerge in universi tecnici e culturali completamente diversi. Parla fluentemente inglese, francese, russo. Ma dietro ogni esperimento, dietro ogni formula, c’è sempre quella bambina del Trentino con il naso all’insù.

Quando entra all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nel 2001, capisce che qualcosa si sta muovendo.

Non è più un sogno astratto. È un percorso. È la strada per diventare astronauta.

Eppure, Samantha non si trasforma mai in una macchina. È sempre lucida, umana, presente. Si laurea in Scienze Aeronautiche con 110 e lode, vola su caccia militari, ma trova ancora il tempo per yoga, immersioni e trekking.

Non per distrarsi, ma per restare intera.

La sua forza è proprio lì: non nell’eccezionalità, ma nell’equilibrio tra sogno e metodo, tra grinta e grazia.

Chi la conosce racconta che non era mai la più rumorosa nella stanza, ma quasi sempre quella che sapeva di più. Che non cercava il centro della scena, ma finiva per conquistarla comunque.

Perché a volte, chi sa dove sta andando, non ha bisogno di gridarlo.

La carriera: l’aeronautica militare e lo spazio

Se c’è un momento preciso in cui un sogno cambia forma e diventa decisione, per Samantha Cristoforetti è stato nel 2001.

L’anno in cui, con una laurea appena ottenuta e una fame di futuro che non conosceva confini, varcava i cancelli dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.

Non lo faceva per spirito d’avventura. Né per vanità.

Lo faceva perché sentiva che il cielo era solo un passaggio. Non un punto d’arrivo.

Per quattro anni ricopre il ruolo di capocorso, distinguendosi per merito e disciplina.

Non è un traguardo semplice: è il segno che, anche in un ambiente competitivo e maschile, il talento sa farsi rispettare senza mai alzare la voce.

Nel 2005 vola negli Stati Uniti, in Texas, per l’addestramento internazionale Euro-NATO Joint Jet Pilot Training, una scuola durissima, dove il margine d’errore è zero. Samantha vola, studia, migliora.

Nel 2006 ottiene il brevetto di pilota militare, uno dei più ambiti nel mondo dell’aviazione.

Al rientro in Italia viene assegnata al 51° Stormo di Istrana. Vola sull’AM-X, un caccia d’attacco.

Il sogno del volo è ormai realtà. Ma la fame di spazio non si spegne. Si amplia.

Perché Samantha è fatta così: ogni vetta raggiunta diventa un trampolino.

Ogni traguardo una partenza.

Nel maggio 2009, l’Agenzia Spaziale Europea annuncia una nuova selezione per astronauti.

Si candidano in 8.500, tra ingegneri, piloti, scienziati. Ne selezionano solo sei.

Una è italiana. Una è Samantha. L’unica donna del gruppo.

Samantha viene scelta perché è competente, preparata, poliglotta, precisa.

È l’incastro perfetto tra razionalità, disciplina e visione.

Inizia l’addestramento: simulatori, centrifughe, lezioni di medicina spaziale, robotica, russo tecnico, sopravvivenza in ambienti estremi.

Samantha diventa astronauta passo dopo passo, nel silenzio dei corridoi del centro EAC di Colonia e nel gelo degli addestramenti in Russia.

Viene abilitata come ingegnera di bordo della Soyuz, la navetta russa.

E nel 2012, riceve l’assegnazione alla sua prima missione: Expedition 42/43, missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale.

samantha cristoforetti foto ufficiale con tuta spaziale istituzionale

Missione Futura: la prima volta nello spazio

Il 23 novembre 2014, Samantha parte dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan.

A bordo della Soyuz TMA-15M raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale, dove vivrà e lavorerà per 199 giorni.

È la prima donna italiana nello spazio.

Ed è la missione di più lunga durata mai svolta da una donna europea, fino a quel momento.

Durante quei mesi, Samantha non si limita a sopravvivere nello spazio.

Condivide foto della Terra vista da lassù. Racconta esperimenti, emozioni, paure.

Sperimenta in microgravità, studia la stampa 3D, la fisiologia umana, le reazioni dei liquidi.

Testa su sé stessa il dispositivo Drain Brain, un’innovazione italiana per analizzare il flusso cerebrale nello spazio.

È una missione scientifica, certo.

Ma è anche una missione poetica.

Samantha diventa una voce umana tra le stelle, capace di ispirare milioni di giovani sulla Terra.

Missione NEEMO 23: la prima volta sott’acqua

Nel 2019 comanda la missione NEEMO 23, un addestramento NASA che si svolge… sott’acqua.

Per dieci giorni vive nella base subacquea Aquarius, a decine di metri di profondità.

È un laboratorio simulato per missioni estreme, dove ogni movimento è rallentato, ogni decisione vitale.

Un piccolo assaggio di cosa significhi abituarsi a vivere dove la natura non ci ha progettati.

Samantha guida la squadra.

Ancora una volta, con lucidità e rispetto.

foto di samantha nella stazione spaziale internazionale senza gravità

Missione Minerva a capo della Stazione Internazionale

Il 27 aprile 2022, Samantha torna nello spazio con la missione Minerva, a bordo della SpaceX Crew-4.

È la sua seconda volta sulla ISS. Ma questa volta c’è una differenza sostanziale.

Il 28 settembre 2022, viene nominata comandante della Stazione Spaziale Internazionale.

È la prima donna europea a ricoprire questo ruolo.

Qualche mese prima, il 21 luglio, è stata anche la prima donna europea a compiere un’attività extraveicolare con la tuta spaziale russa Orlan, una delle più complesse da manovrare.

Due record, in pochi mesi. Eppure, chi la conosce sa che non è per i primati che Samantha si muove.

Lo fa per la scienza e per il futuro. Ma più di tutto lo fa per quella bambina che guardava il cielo dalle Dolomiti.

"Le letture, in fondo, sono state i miei primi viaggi. Non credo che sarei un'astronauta, oggi, se non fossi salita con una scala sulla Luna, tanti anni fa, se non fossi scesa fino al centro della Terra, se non fossi arrivata fino in Cina con Marco Polo o non avessi combattuto epiche battaglie insieme a Sandokan".

Samantha Cristoforetti

Samantha Cristoforetti oggi

Libri e televisione

Forse la vera impresa di Samantha è quella di essere riuscita a toccare il cuore dei giovani anche ad anni luce di distanza.

Lei ha sempre voluto raccontare il “dietro le quinte” della vita in orbita, i giorni di addestramento, la preparazione, le paure, non per celebrare un traguardo ma per umanizzare un sogno.

Ha cominciato 500 giorni prima del lancio, tenendo un diario giornaliero dettagliato, che è diventato un punto di riferimento per appassionati, studenti, giovani curiosi.

Pubblica in inglese, su Google+, per proteggere i suoi lettori dai rischi dell’uso improprio dei dati online. Ma i suoi racconti viaggiano veloci, e grazie all’Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio, vengono tradotti quotidianamente in italiano, francese e spagnolo.

In missione usa Twitter per aggiornamenti rapidi e precisi, mostrando che si può fare scienza senza perdere il contatto con la poesia.

Durante le sue missioni ha stabilito contatti radio con decine di scuole grazie al programma ARISS (Amateur Radio on the International Space Station). Risponde alle domande dei bambini, racconta com’è dormire nello spazio, come si mangia, come si sogna.

Nel 2015, in collegamento dalla ISS, appare persino al Festival di Sanremo, intervistata da Carlo Conti.

Più di recente ha aperto anche un profilo TikTok, portando lo spazio a portata della Gen Z, con un linguaggio diretto, accessibile, coinvolgente.

La sua voce calma, elegante, emozionata, attraversa milioni di televisori e schermi italiani…e pagine di carta stampata.

Pubblica due libri con cui porta migliaia di ragazzini dentro alla navicella con lei: “Diario di un’apprendista astronauta”, un racconto lucido e appassionato del suo viaggio verso le stelle e “Nello spazio con Samantha”, un libro pensato per i più piccoli, per sussurrare all’orecchio dei bambini che sì, anche loro possono farcela.

Oggi Samantha non è soltanto un simbolo dell’esplorazione spaziale ma una stella polare sulla terra.

Ambasciatore UNICEF per i giovani 

Negli anni Samantha ha ricevuto alcuni dei più alti riconoscimenti:

Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Commendatore della Repubblica

Lauree honoris causa in Bioingegneria (Pavia), Ingegneria aerospaziale (Torino), e presso la Vrije Universiteit di Amsterdam

E persino un asteroide porta il suo nome: “15006 Samcristoforetti”. Un pezzo di universo, ufficialmente a lei dedicato.

Ma ciò che rende Samantha una figura rara, non è solo ciò che ha fatto. È ciò che continua a scegliere di fare ogni giorno.

Dal 2015 è Ambasciatrice dell’UNICEF, donando tempo, voce e i proventi del suo libro a sostegno dei diritti dei bambini nel mondo.

Non si è mai tirata indietro quando si è trattato di farsi portavoce di chi non ha strumenti o microfoni per farsi sentire.

Ha sostenuto progetti sull’educazione, la nutrizione, la salute infantile.

E lo ha fatto con lo stesso spirito con cui sale su un razzo: con preparazione, empatia, convinzione.

Ma c’è di più.

Samantha lotta per le pari opportunità nel mondo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), incoraggiando migliaia di ragazze a non lasciare i propri sogni ai margini.

Per questo, nel 2019, Mattel le ha dedicato una Barbie ufficiale ESA, simbolo di una nuova rappresentazione femminile nello spazio e nella scienza.

Continua a partecipare a eventi, conferenze, TEDx, progetti scolastici, campagne per la salute ossea, e promuove la scienza come cultura della speranza.

Oggi vive a Colonia, con il compagno Lionel Ferra e i loro due figli.

Ed è questo forse il suo messaggio più grande: che si può essere astronauta, madre, ingegnera, divulgatrice, attivista, l’importante è diventare se stessi.

samantha cristoforetti immagine dello spazio stazione spaziale internazionale

Il messaggio di Samantha per i giovani

C’è una frase che Samantha ripete spesso ai giovani: “Non farti dare limiti artificiali che non siano veramente i tuoi. E soprattutto non darteli tu stesso, ma se hai dei sogni e delle ambizioni prova a trovare una strada.”

Noi la condividiamo molto, perché è il motivo per cui è nata “Progetto Orizzonti”, l’associazione non profit che, grazie al sostegno di Aziende ed Enti Pubblici, offre ai giovani italiani spazi di divertimento, crescita e ascolto.

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